Locale significa eccellenza

Chi più dell’imprenditore agricolo può essere definito ambientalista? L’ambientalismo bisogna praticarlo e quest’ultimo non lo fa per moda, ma per necessità, cultura, lavoro e passione.

Agricoltura è difesa della propria terra e delle tradizioni. Agricoltura è la ricchezza di un territorio che fa contemporaneamente crescere l’economia e tutela la struttura sociale di una comunità.

Le nostre carte vincenti sono qualità, tipicità e salubrità: il Trentino deve puntare su di esse per risultare sempre più competitivo nella grande distribuzione organizzata e contemporaneamente garantire un prodotto di eccellenza, unico nel suo genere. Il consumatore deve avere chiaro il concetto che acquistare un prodotto trentino significa godere di un qualcosa di originale a livello organolettico e fare un investimento sulla propria salute.

Agricoltura è anche la principale gemma nello scrigno dei tesori della nostra terra che può e deve essere considerata come marcia in più per il settore del turismo. Il prodotto tipico è ambasciatore del nostro territorio, ne ricorda l’asprezza del clima, l’equilibrio dei campi coltivati, il profumo dei pascoli e la ruvidità degli alpeggi: questa miscela dona il sapore al latte ed ai formaggi, la perfetta stagionatura dei nostri salumi e l’ineguagliabilità dei vini e fragranza di ortaggi e frutta.

La ricchezza del nostro territorio si fonde con l’eredità di una cultura contadina complessa e ricca, tramandata nel tempo e resa sempre più articolata dalle nuove tecnologie e conoscenze in campo agricolo ed alimentare.

Oggi l’economia agricola è inserita in un mondo industrializzato dove il confronto è con il mercato europeo e mondiale: il prodotto tipico rischia di essere schiacciato da logiche aziendalistiche e verticistiche che, se non opportunamente governate, possono portare a farlo scomparire.

Difendere il prodotto tipico significa anche difendere il territorio, inteso come un insieme di fattori, un combinato di elementi, naturali, materiali e sociali, che associati tra di loro interagiscono dinamicamente e rendono una determinata area geografica quello che è.

Ogni territorio ha le proprie specificità locali che, dovessero essere annientante, risulterebbe impossibile tornare sui propri passi e ricrearle.

Uno degli elementi più pericolosi da questo punto di vista si riassume nella replicabilità massiva delle produzioni, un modello unificante che livella tutta una macro-area, destrutturandone le specificità che, per secoli, sono state la ricchezza di quella data area.

Il mercato, quindi, deve essere governato e reso attore sulla scena della difesa del territorio: devono essere riscoperti i modelli tradizionali e i sapori antichi, promosse buone prassi di consumo di prodotti a chilometro zero ed incentivi per l’imprenditorialità del settore, con particolare attenzione nei confronti dell’agricoltura di montagna e giovanile.

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