Pesca ed allevamenti ittici: mozione per far fronte ai danni dovuti ai cormorani

La Cons. Vanessa Masè ha depositato in Consiglio provinciale una proposta di mozione che cerca di dare una risposta a quanti nel settore della pesca e degli allevatori ittici si trovano a subire i danni dovuti al numero sempre crescente di cormorani, senza contare i danni alla fauna ittica. Di seguito il testo della proposta.

Controllo più efficace della popolazione dei cormorani

Le popolazioni di cormorani in provincia di Trento, nel periodo di svernamento hanno registrato un’evoluzione numerica considerevole a partire dagli anni ’90 con un conseguente notevole aumento dell’attività predatoria di questo uccello ittiofago. Nel volgere di soli trent’anni si è passati dalla necessità di proteggere il cormorano dal pericolo di estinzione alla necessità di proteggere la fauna ittica dal cormorano stesso. 
Secondo l’ultimo censimento a cura del Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento, nel periodo ottobre 2017-aprile 2018 la presenza massima sul territorio provinciale era di circa 500 cormorani, dislocati soprattutto presso una ventina di corsi d’acqua. I monitoraggi eseguiti nei diversi territori dimostrano peraltro che i cormorani tendono a colonizzare sempre nuove zone, e appaiono ogni anno in valli nelle quali non si erano mai visti prima. 
Ciò ha comportato un impatto elevato nei confronti di specie ittiche di alto valore naturalistico come la Trota marmorata, il Temolo e il Coregone, considerato anche che il quantitativo prelevato da un singolo esemplare di cormorano corrisponde a circa 450- 500 grammi giornalieri. Va sottolineato che uno stormo di cormorani sia in grado di asportare da un corso d’acqua in breve tempo grandi quantità di pesce, producendo impatti anche molto pesanti che possono nel medio-lungo periodo mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa delle specie ittiche. L’impatto del cormorano sul patrimonio ittico va anche valutato tenendo conto della localizzazione dei siti, in alcuni casi oggetto di intensa ed assidua predazione, nonché della vulnerabilità e del valore biologico delle specie ittiche oggetto di predazione e la conseguente messa a rischio dell’equilibrio ambientale dei fiumi trentini. 
In particolare il riferimento è tutela della trota marmorata, specie ittica protetta ai sensi della Direttiva Habitat Allegato II. La carta ittica ha previsto infatti l’adozione del “Piano speciale per la trota marmorata” che definisce le strategie per la conservazione, il recupero genetico e il ripopolamento di tale specie. Al fine di garantire uno stato di conservazione soddisfacente per tali specie, come prevedono le norme europee e statali, gli enti preposti, in collaborazione con le associazioni di pesca, si sono attivati da anni, investendo denaro e attività lavorative in quantità considerevoli. A tal proposito, i Piani di Gestione regolano il ripopolamento con giovani esemplari della specie, prodotti esclusivamente negli impianti ittiogenici gestiti dalle locali Associazioni pescatori, consentito soprattutto nei tratti fluviali dove non sono segnalate aree significative di riproduzione naturale. A favore di questa specie, l’Amministrazione provinciale ha posto in atto molteplici azioni per la sua conservazione ed incremento, in particolare a seguito della revisione della carta ittica provinciale del 2001, dove si evidenziava la sua forte contrazione numerica ed anche territoriale dovuta a vari fattori: modificazioni del suo habitat -artificializzazione e banalizzazione degli alvei fluviali, inquinamenti, riduzione delle portate d’acqua per gli usi multipli della risorsa idrica- ma anche la sovrapposizione con la trota fario che ha innescato fenomeni di regressione genetica. 
Misure queste che, nonostante gli sforzi profusi, rischiano di essere vanificate anche a causa della crescente presenza cormorani. 
I danni provocati da questo uccello ittiofago non interessano solamente il patrimonio ittico di fiumi e laghi del Trentino e conseguentemente l’attività della pesca, ma anche ulteriori attività economiche dedite all’allevamento, vendita di pesce, pesca sportiva e turismo della pesca.
La Provincia di Trento con deliberazione n. 1781 del 19 ottobre 2015, in accordo con ISPRA, e gli altri Organismi faunistici, in applicazione dell’articolo 31 della legge provinciale 24/91 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia) ha previsto l’attuazione del regime di deroga previsto dall’articolo 9, comma 1 lettera a) della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2009/147/CE di data 30 novembre 2009, mediante l’adozione di un piano quinquennale di dissuasione e controllo finalizzato a contenere gli effetti negativi della presenza di questo uccello ittiofago, che prevede, oltre a forme di dissuasione non cruente, anche l’abbattimento di 75 cormorani l’anno.
A tal fine sono stati previsti, negli scorsi anni dei corsi di formazione e abilitazione organizzati dal Servizio faunistico e rivolti ai soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 22 della L.P. 24/1991, finalizzati al controllo del cormorano. Gli abbattimenti peraltro avvengono secondo modalità rigorosamente controllate e particolari prescrizioni. (tipologia del mezzo di abbattimento, solo in determinate circostanze con i cormorani posati sull’acqua o in attività di pesca, lontano dai dormitori e da aree protette) e non possono essere abbattuti più di due cormorani al giorno per area stabilita, con successivo rafforzamento dei mezzi di dissuasione.
Le azioni di controllo attuate non sembra abbiamo comunque influenzato il numero di cormorani svernanti, anzi si sono mostrate inefficaci in quanto la quantità di prelievi previsti risulta essere irrisoria di fronte al numero consistente di cormorani. L’attività di abbattimenti controllati dei cormorani nella stagione 2017/2018 dimostra come gli sforzi profusi non abbiano prodotto i risultati attesi: per 75 abbattimenti consentiti, ne sono stati realizzati 43 che hanno richiesto ben 489 uscite venatorie.
Inoltre anche le successive misure di dissuasione, si sono rivelate assolutamente inadeguate essendo il cormorano una specie che non solo non corre alcun pericolo di estinzione, ma minaccia l’estinzione di specie ittiche protette.

Tutto ciò premesso,
nella consapevolezza della complessità delle procedure necessarie per intervenire in questa delicata materia

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale

1. a vagliare ulteriori ipotesi ed azioni operative concrete volte a far si che l’opera di controllo possa essere compiuta pienamente, anche valutando la revisione delle procedure previste per gli abbattimenti;
2. a prevedere l’attivazione di ulteriori corsi di formazione, cercando un maggior coinvolgimento, anche in termini numerici dei soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 22 della L.P. 24/1991, per garantire una maggiore partecipazione all’azione di controllo e una conseguente maggiore efficacia;
3. ad equilibrare maggiormente il rapporto tra l’attività di dissuasione e quella di controllo affinché entrambe le attività risultino efficaci, in considerazione appunto del disequilibrio esistente tra uscite realizzate e numero di abbattimenti portati a termine;
4. considerato che il controllo operato fino ad oggi sulla popolazione di cormorani non ha portato alcun significativo risultato, soprattutto in termini di tutela di specie vulnerabili e ad alto valore biologico come la trota marmorata, a sottoporre all’attenzione dell’ISPRA la possibilità di aumentare il numero di soggetti da prelevare, nella consapevolezza che ciò non significa mettere a rischio la specie.

Trento, 22 marzo 2019

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