Gottardi e Masè: sì ad un piano di sviluppo provinciale complessivo

La Prima Commissione presieduta da Vanessa Masè ha avviato oggi la discussione sul parere che esprimerà in merito al Programma di sviluppo provinciale (Psp) elaborato dalla Giunta.

Parere che voterà a fine luglio, nelle more dei lavori dell’assemblea legislativa sull’assestamento di bilancio. Ieri, ha informato Masè, il Consiglio delle autonomie locali, viste le dimensioni del Psp (130 pagine) ha chiesto più tempo per formulare osservazioni. Queste arriveranno il 10 luglio e potrebbero indurre la Giunta a modificare il testo. Ecco perché oggi la Commissione ha deciso di attendere, per potersi pronunciare, la versione definitiva. Nel corso della discussione l’assessore agli enti locali e ai rapporti con il Consiglio provinciale Mattia Gottardi ha preannunciato che la manovra di assestamento di bilancio terrà conto anche del coinvolgimento del Trentino nelle Olimpiadi invernali del 2026. Il Psp – ha ricordato l’assessore – è frutto del confronto avuto dalla Giunta con le categorie economiche, le organizzazioni sindacali e le autonomie locali”. Questo testo, ha aggiunto, da un lato recepisce in parte le osservazioni emerse da questo confronto avvenuto sulla base delle “Linee guida” del Psp (già discusse anche dalla Prima Commissione), dall’altro offre in più i dati forniti dall’Istituto di statistica della Provincia (l’Ispat) e i principali risultati emersi dagli Stati generali della montagna da poco conclusi.

Gottardi: sì alla collaborazione non solo con Bolzano ma con l’Euregio. Nessun rischio omologazione perché il Trentino è da sempre diverso.

L’assessore Gottardi ha ripreso puntualmente tutte le questioni sollevate dai consiglieri. A Job ha risposto che la ragione dello slittamento chiesto dal Cal per esprimere il parere delle amministrazioni locali sul Psp non è legata all’assegnazione delle Olimpiadi al nostro territorio, assegnazione della quale terrà invece conto la manovra di assestamento del bilancio. Con Cia Gottardi ha convenuto che “la dimensione regionale va riconosciuta sostenuta”, anche per una collaborazione delle due Province sul versante della sanità, ha aggiunto rispondendo a Zeni. Per l’assessore questa collaborazione va perseguita non solo con Bolzano ma a livello di Euregio in funzione di un riequilibrio fra le aree e per mettere a disposizione dei diversi territori la dotazione di personale medico necessaria. Medici che l’Alto Adige ha difficoltà a trovare a causa del bilinguismo. Tutto questo evitando che il Trentino vada al traino di Bolzano. L’importante per la Provincia è sviluppare il confronto con chi fa – e sta – meglio.
Il rischio omologazione paventato da Rossi secondo Gottardi per la nostra Provincia non esiste, perché il Trentino ha sviluppato nella storia una specificità legata al suo passato di territorio unico che è stato costretto a dotare anche le proprie valli di servizi che non a caso la Giunta attuale vuole mantenere e rafforzare. L’assessore ha sottolineato il rovesciamento di prospettiva che caratterizza le politiche dell’attuale esecutivo a sostegno delle periferie: non si tratta di tagliare servizi per disporre di più risorse a livello provinciale ma di considerare il costo socio-economico che la perdita di questi servizi nei territori comporterebbe: costo per i cittadini residenti e costo in termini di aggravio di lavoro per le sedi centrali. Anche dal punto di vista dello Stato, il numero di abitanti del Trentino non può essere l’unico criterio da utilizzare per decidere se mantenere o no i servizi nelle nostre valli. Qui Gottardi ha citato l’esempio negativo della chiusura decisa da Roma delle sezioni distaccate dei tribunali nel Trentino. Per l’assessore il Trentino non corre rischi di omologazione neanche a causa dei personaggi di alto profilo culturale scelti per la direzione di Mart e Muse.
Sugli Stati generali della montagna, Gottardi ha negato che il risultato sia una lista della spesa: sono state invece ascoltate e messe per la prima volta a confronto le idee, i problemi e le proposte dei soggetti più rappresentativi dei territori e dei corpi intermedi, che non si possono certo ridurre a “particolarismi”.
Quanto all’opportunità di evidenziare i punti di forze e di debolezza del Trentino, Gottardi ha evidenziato la diversa chiave di lettura di questa Giunta rispetto all’impostazione data al precedente Psp da Rossi. “La Giunta è partita dai dati dell’Ispat e quindi da una sorta di fotografia della situazione in cui si trova il Trentino, per poi indicare le aree nelle quali intende impegnarsi e cercare di fare meglio”. Sui temi dello spopolamento e della denatalità l’assessore ha sottolineato l’esigenza di puntare alla prevenzione di questi fenomeni immaginando cosa potrebbe accadere al Trentino fra 15-20 se non si iniziasse ad intervenire subito con misure concrete.

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